mercoledì 27 maggio 2020

Come ho scoperto il consenso informato!

Prima di iniziare il mio percorso da slave, non avevo molto chiaro il concetto di consenso informato e, purtroppo, questo comportava che io avessi difficoltà a rispondere con reale consapevolezza e mi rendeva insicura nel confronto con l’altr*.
Talvolta, in passato, mi è capitato di acconsentire, soprattutto a proposte di tipo erotico e sessuale, senza sapere a cosa io stessi andando incontro oppure solo perché mi sentivo pressata dalla persona stessa o dal contesto.
Durante il mio periodo di considerazione come slave (una sorta di periodo di prova in cui si cerca di giudicare se ci si sente a proprio agio e pront* per il ruolo), sia il mio Padrone sia le varie situazioni che mi si sono parate davanti, soprattutto i momenti di bondage e shibari, mi hanno istruita su cosa significasse essere in grado di dare il proprio consenso, che non si trattava solo di dire un “sì” o un “no” ma di afferrare appieno le dinamiche di scambio di potere o di gioco, in modo da dare una risposta coerente a ciò che si desidera nel presente e alla propria identità personale.
È facile accorgersi se effettivamente abbia funzionato, perché sia nell’immediato sia parecchi giorni dopo, non ci si sente dubbiosi o in colpa con se stess*!
Insomma, ogni volta che mi si propone un “gioco” nuovo, un ordine nuovo all’interno della relazione, come anche una legatura diversa durante una sessione di shibari, mi viene sempre spiegato cosa esattamente questo comporta a livello pratico e cosa può succedere a livello psicofisico: vengo INFORMATA (se questa cosa non viene fatta in automatico, pretendetelo perché è un vostro diritto)!
Solo se in quel momento sono in grado di ragionarci su, vale a dire che ho la mente lucida, posso pronunciare “sì”, “no” o altre risposte intermedie per saperne di più.
Ormai con il mio Padrone ho raggiunto una confidenza che ci permette di conoscere già un bel po’ di desideri e limiti reciproci, ma questo non blocca affatto la comunicazione, anzi, ogni giorno ci si confida e si scoprono elementi nuovi ed interessanti; piano piano si scende sempre più in profondità, oltre la superficie e si arriva a scoperchiare la propria parte più inconscia.
Alla fine se io io ed il Padrone non avessimo indagato, non mi sarei poi ricordata di essere Lupetta come vi ho già raccontato!

Articoli del mio Padrone che parlano di questo argomento:
Avvicinarsi al BDSM e alla relazione D/s
Il 4C: Cura, Comunicazione, CONSENSO e Cautela

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