lunedì 25 maggio 2020

Lupetta e la cultura dell'odio sui social

I social ormai rappresentano per tutti un mondo complesso, fatto di luci ed ombre, in cui condividere un pezzetto, più o meno grande, di se stessi.
In particolare, per quanto riguarda l’ambito BDSM e Sex Positive, vi sono spesso dibattiti, post tematici, foto di shibari, oggettistica o altro: un modo un po’ per rendere pubbliche passioni o anche lavoro, sul proprio profilo.
Io personalmente li uso sia per pubblicare foto personali di shibari in cui faccio da bunny sia per scrivere post orientati alla filosofia Sex Positive, finalizzati al dibattito. Anche quando scrivo pubblicamente mi riferisco al mio Padrone come tale, se ho necessità di nominarlo, portando con piacere alla luce le dinamiche D/s che vivo ogni giorno. 
Una delle cose più difficili da aggirare, una volta che ce la si trova di fronte, è l’enorme quantità di messaggi e commenti inappropriati di tutte quelle persone che, insensibili al fatto che dall’altra parte dello schermo ci sia qualcun*, ti trattano come un pezzo di carne e decidono di sputarti contro una serie di pareri e critiche sulle scelte e sulle persone che hai accanto (oltre ai vari messaggi sessualmente degradanti).
Vengo additata come la “fanciulla” (nomignolo in cui non mi riconosco assolutamente, ma per ALCUN* purtroppo essere cisgender rende automaticamente tutt* uguali a loro) ignara, raggirata ed incapace di essere realmente consapevole della sua situazione, a cui è stato fatto il lavaggio del cervello. Inoltre, chi punta il dito non è di certo una tela bianca ed immacolata. 
Spesso anche il mio Padrone viene criticato da veri e propri haters, che puntualmente mi contattano in privato per dissuadermi dallo stargli accanto.
Non solo lo trovo irrispettoso verso di me ed il mio Padrone, ma la trovo una cosa meschina, infantile, manipolatoria ed assolutamente non richiesta.
Intanto però comunicare con queste persone mi sta facendo crescere ed all’interno della relazione D/s, quindi di scambio di potere consapevole, non mi è mai stato imposto alcun paletto che mi evitasse di ascoltarle o di chattare con loro liberamente, per capire cosa stesse accadendo nelle loro menti. Ho spesso ottenuto parole misogine, razziste in generale, transfobiche e degradanti, non solo verso me stessa ed il mio Padrone, ma anche verso altr* a me vicin*, senza alcuna motivazione plausibile.
In aderenza con ciò che studio, è affascinante trovare tanto odio su internet da persone che di te non sanno assolutamente nulla e quanto la loro sensibilità sia limitata.
Io ho la fortuna di non essere sola, ogni elemento nuovo nella mia vita, che sia bello o brutto, lo scopro con chi mi tiene per la zampa, ma mi rendo conto di quanto questa realtà possa essere dura per chi pensa di non avere la possibilità di parlarne con nessuno.

Nessun commento:

Posta un commento