Sta succedendo anche a me!
La mia sensibilità è aumentata, il mio umore muta facilmente e, qualche volta, ho paura a restare sola con me stessa. Mi manca tanto il mio Padrone, mi manca intrufolarmi tra i suoi piedi mentre lavora, mi manca il kinbaku e la famiglia di cordine...mi mancano un sacco di cose.
Ma alla fine la Tana serve proprio a sentire conforto anche a distanza: non è un posto fisico o che si possa creare materialmente, ma è un’idea, un pensiero, “un’aura” che ti porti sempre dietro, dentro di te.
Quando tutto fuori sembra negativo, mi ci posso rintanare e sentire di nuovo il contatto, il calore e la sicurezza, accorciando il tempo che manca per poter di nuovo scorrazzare felice nella foresta ed essere coccolata dalle corde del mio Padrone.
La relazione Padrone/schiavo si vive, con tanta fiducia, anche a distanza attraverso cura, rispetto, gratitudine e sincerità da parte del mio Padrone e trasparenza, volontà di obbedire, rispetto dei ruoli e gratitudine, per la cura che Lui mi offre, da parte mia.
Anche lontani la dinamica si mantiene forte, stabilendo regole e permessi per il/la sub, grazie all'ascolto e alla comunicazione.
Penso che in questo momento di distanza fisica la sincerità sia essenziale, per non lasciare nulla "sotto il tappeto" e per sentirsi meno lontani.
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| Firelight in Beorn's House - J.R.R. Tolkien |
La Tana sarà sempre un posto dove essere me stessa, Lupetta, assieme al mio Padrone!


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